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Follie tecnologiche e cucina d´altri tempi: il suono degli antichi sapori

di Domenico Coduto

Ci sono degli eventi particolari che accadono una sola volta; se non hai la fortuna di essere in quel luogo, al momento giusto, hai perduto per sempre la possibilità di fare un´esperienza inedita. Potrebbe anche non esserti piaciuta, il fatto è che l´hai persa e non puoi piú riviverla. Forse. È quanto accaduto quest´estate a S.Martino Valle Caudina con una performance intitolata "Condensamento: Valle Caudina", realizzata all´interno di "Interferenze", festival di arti digitali e musica elettronica che ha dato un discreto spazio anche alla gastronomia, ai prodotti tradizionali e ai valori del territorio. Ma come si sposa la tecnologia musicale con il recupero di antichi sapori? Uno dei modi possibili é stato offerto proprio dalla performance di cui stiamo per raccontarvi, un tentativo di fondere musica elettronica e cibo, avanguardia tecnologica e richiamo alla tradizioni, per far "cantare" la natura ed i prodotti del territorio e "ascoltare" la musica che producono. Titolari dell´ardito progetto due musicisti austriaci, Ulrich e Kassian Troyer, fratelli di origini italiane (guarda il caso però!) ed un cuoco, sempre austriaco, Philipp Furtenbach: "Io ho studiato architettura, - racconta Ulrich - Kassian é ingegnere del suono e Philipp ha studiato architettura; lui e adesso é un cuoco a cui interessa molto la condensazione del cibo. Ultimamente sta lavorando anche in una farmacia, perché lo appassiona capire cosa si può fare con le erbe naturali e come si possano usare gli ingredienti e il cibo per ottenere degli effetti curativi. In sostanza vuole fare del bene attraverso la cucina e quindi conosce esattamente tutte le informazioni tecniche; ogni erba, ogni cibo ha una capacità specifica". Insomma un interesse per il cibo a 360 gradi e una precisa consapevolezza dei legami che esistono tra la musica e la cucina come ci ha confermato lo stesso Ulrich: "Io e Kassian amiamo cucinare e mangiare ma questo é solo uno dei motivi che ci hanno spinto a realizzare questo progetto. Credo che il cucinare e il fare musica hanno in comune molte cose: entrambe sono molto antiche, l´uomo già dall´inizio della sua storia, per creare degli strumenti musicali, usava cose da mangiare come le verdure. Musica e cucina secondo noi hanno in comune molte altri elementi: ad esempio il rituale, la struttura, il processo e anche la transitorietà; infatti il cibo, come la musica, quando é finito ne rimane solo l´essenza. Mi sembra un´analogia perfetta tra due processi molto simili". E paradossalmente il legame può farsi addirittura piú stretto quando si lavora con una musica del tutto impalpabile come quella elettronica. In cucina hai degli ingredienti di partenza, li tagli, li sistemi, li versi nella pentola e poi metti le spezie; allo stesso modo quando si lavora con la musica elettronica si registrano dei suoni e dei rumori, si tagliuzzano per bene, si lavorano e poi si "versano" nel pentolone audio. E proprio come ai fornelli anche nella musica ci vuole sempre un pizzico di improvvisazione per inventare delle cose al momento! Ma cerchiamo di capire la struttura e il pensiero che hanno portato alla realizzazione di questa performance "gastroacustica". Sui monti del Partenio/Valle Caudina, luogo dove si é svolto "Interferenze", i tre austriaci hanno allestito il loro set musicale gastronomico composto da due pentoloni grandi e neri messi a bollire su un falò, un paio di microfoni, un mixer audio, delle casse acustiche ed un paio di computer per gestire il tutto. Dentro al pentolone il cuoco ha versato un sacco di ingredienti, tutti raccolti sul posto e prodotti dalla gente del luogo: in uno c´era una zuppa di pollo, e nell´altra un brodo fatto con le erbe trovate nel bosco stesso. L´acqua é stata presa da una fonte nei paraggi, e tutti gli abitanti hanno regalato qualcosa a piacere che avevano nelle loro case e nei loro giardini: un limone, il sale, le verdure. La performance é durate tre giorni: nel primo i tre hanno raccolto gli ingredienti e hanno registrato tutti i suoni dei preparativi, i rumori dell´ambiente e anche l´uccisione e la preparazione del pollo fatta da un donna del paese. Il giorno seguente, in una zona remota del bosco hanno piazzato i due microfoni: uno vicino ai pentoloni che stavano sul falò e un altro su una collina nei dintorni del loro accampamento. In questo modo mentre la zuppa cuoceva lentamente e si condensava i musicisti miscelavano in diretta i rumori della preparazione del cibo raccolti il giorno precedente con quelli emessi durante la condensazione della zuppa e quelli dalla natura circostante. Un modo per "ascoltare il suono del cibo", per far "suonare" le tradizioni gastronomiche e naturali del luogo e mettere in relazione tecnologia e antica sapienza contadina. Ma non solo: "La cosa importante non é il risultato - racconta Ulrich - ma il processo. Volevamo sensibilizzare la gente su dei processi molto lenti e antichi. La zuppa é stata sul fuoco per due giorni e due notti. Noi abbiamo dormito lì, in una tenda, e ogni tanto Philipp provvedeva a tirare fuori gli ingredienti e dopo un po´ li rimetteva dentro. Alla fine la zuppa era veramente molto densa e potevi assaggiarne solo un sorso piccolo, ma dentro c´era tutto, condensato. Si poteva venire in ogni momento del giorno o della notte, parlare con noi, degustare e capire il processo. Qualcuno ha detto che era una specie di "scultura sociale". Si creava così un legame molto forte e una tensione tra una cosa molto arcaica (i pentoloni e il falò) e una follia tecnologica (i computer e i microfoni). Un modo per sottolineare anche il valore del tempo, l´importanza della lentezza, il senso del luogo. Racconta Ulrich: "Per noi quel luogo, San Martino Valle Caudina, era molto importante e abbiamo cercato di "condensare il territorio"; la gente poteva venire piú volte per discutere sul concetto e anche per sedersi e assaggiare la zuppa. In un certo senso era anche un posto per un incontro intimo. Non era facile trovarlo nel bosco, bisognava cercarlo. Una delle persone che é venuta ha detto che per lui era l´anima del festival proprio perché era una specie di posto segreto che dovevi andare a cercare". Insomma un progetto articolato e ben riuscito che é stato capace di catalizzare l´attenzione del pubblico non solo sulla musica ma anche su altri importanti concetti. E così, portata a termine la fase numero uno, mai piú ripetuta dopo San Martino Valle Caudina, i musicisti stanno già pensando ad una versione aggiornata da farsi tra un paio d´anni: "Abbiamo intenzione di farlo in altri posti con una versione aggiornata. Kassian vorrebbe programmare dei patches particolari, studiati proprio per questo progetto, a me invece piacerebbe costruire dei sensori elettronici che permettano alla temperatura della pentola e del fuoco, ed anche alla luce del luogo, di operare dei cambiamenti all´installazione, e quindi influire direttamente sulla musica prodotta. Forse ci sarà un altro cuoco per cui alle fine avremo due cuochi (piú o meno "tradizionali") e due "audiocuochi". Insomma, aprite le orecchie e preparate il palato, così magari la prossima volta riuscirete anche voi a partecipare a questa inedita esperienza multisensoriale.

(l´articolo è stato pubblicato nella rivista CUCINA & VINI, n. 84, 01/2007)











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back to top | updated: 05/06/2017